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Rimorsi o rimpianti?

Se viviamo con leggerezza, affidandoci alla semplicità del momento presente, il vivere quotidiano risulta essere lineare e scorrevole. Al contrario, se iniziamo a rimuginare o a pensare troppo al futuro o al passato, cominciamo a farci domande e le domande portano a scavarsi dentro e, addentrandosi dentro se stessi, ci si può trovare a chiedersi se sia meglio vivere di rimpianti o di rimorsi.

Una cosa è certa: entrambe le cose nascondono l’altra faccia della medaglia, perché se da una parte il rimpianto causa la sofferenza di non aver fatto o detto qualcosa che si desiderava, dall’altra il rimorso provoca la sofferenza di aver fatto o detto qualcosa che riteniamo non doveva essere fatta o detta. Perciò, alla domanda se è meglio vivere di rimpianti o di rimorsi o, se è meglio dire troppo ed avere rimorsi o dire meno e avere rimpianti, rispondo “nessuna delle due”, dal momento che entrambe le cose toccano da vicino il cuore e l’anima.

Spesso quello che ci blocca è la paura di ferire gli altri, senza accorgerci che in modo o nell’altro lo facciamo perché è insito nel percorso della vita. E non c’è nulla che noi possiamo fare, poiché non c’è giusto o sbagliato ma solo ciò che desideriamo veramente e, in qualunque modo agiremo, qualunque cosa faremo, feriremo sempre qualcuno, anche senza volerlo, semplicemente perché non siamo quel qualcuno e non pensiamo con la sua testa ma con la nostra, desiderando cose diverse.

Credo che spesso ci si dimentichi di una cosa davvero importante e cioè che la persona che davvero più conta e deve contare per noi stessi siamo proprio noi. Ci preoccupiamo di non ferire gli altri, ma ci siamo mai domandati se nel preoccuparci di ferire gli altri non stiamo ferendo noi stessi? Una cosa è certa, in un caso o nell’altro, abbiamo da imparare e impariamo ogni giorno che non impareremo mai abbastanza, che il dolore è inevitabile e che senza l’accettazione di esso non si può evolvere e raggiungere un maggiore livello di coscienza. Perciò non ci resta altro che vivere attimo dopo attimo con la consapevolezza di oggi e senza porci tante troppe domande, accettando noi stessi e rispettando le nostre sensazioni più profonde. Perché, come dice Italo Calvino, la leggerezza non è superficialità ma planare sulle cose dall’alto senza avere macigni sul cuore. 

Credo che bisogna dare fiducia alla vita e credere che esista un mondo oltre quello che vediamo. Se non siamo disposti a farlo, se non siamo disposti a credere di essere meritevoli di ricevere, la vita non potrà mai aprirsi e donarsi a noi rivelandoci i suoi doni più preziosi. C’è una frase che adoro di Fabio Volo che recita “Fai vedere al tuo sogno che veramente ci tieni a incontrarlo, senza pretendere che lui faccia tutta la strada da solo per arrivare fino a te, poi le cose accadono. I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.” A volte ci lamentiamo che le cose non accadono, ma noi cosa facciamo perché possano accadere? Spesso pretendiamo che la vita faccia tutto da sola affidandoci a frasi fatte, senza impegnarci poi così tanto nel raggiungere i nostri obiettivi, ma non è così. Spesso sembra che le cose accadano agli altri e non a noi, ignorando il fatto che dietro quel risultato, dietro quella vittoria, ci sono un pensiero ed un impegno costanti. Ci sono molti aforismi che nascondono alla base una matrice ed una verità comune.“La fortuna aiuta gli audaci”, “Aiutati che il ciel ti aiuta”, “Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso” e molti altri ancora. Oltre ad essi, anche la storia ci insegna che è riuscito solo chi ha tentato e sbagliato numerose volte. Perché è così… per vincere bisogna essere disposti a fallire, fallire, fallire e ancora fallire. È solo e tutto qui il segreto del successo!

Il 21 aprile 2021 un nuovo singolo per pianoforte solo si affaccerà alla realtà e da un miraggio, da un sogno nella mia mente, diventerà tangibile e sarà un altro piccolo passo messo… Le parole non dette. Non vedo l’ora di farvelo ascoltare, perciò… Restate Sintonizzati! ;)